Il privilegio di vivere da contemporanei l’epoca di un campione irripetibile

Il privilegio di vivere da contemporanei l’epoca di un campione irripetibile

La finale di Wimbledon 2017 tra Federer e Cilic non rimarrà certo negli annali per i contenuti tecnici o per la trama appassionante.
Ha vinto il più forte (di sempre?) e il successo non è stato mai in discussione, complici anche le difficoltà fisiche e psicologiche del croato.
Che sfortuna, non giocarsi al meglio l’occasione di una vita. Dolcissime le parole di Roger per consolarlo: “Devi essere fiero di te”.

E’ stato un pomeriggio di forti emozioni, che ha premiato chi ha scelto di dedicarlo al tennis sacrificando la domenica al mare.

Le lacrime di Cilic quando ha capito che stava andando incontro al suo destino da applaudito perdente.
Le lacrime di Roger quando, dopo aver vinto, ha rivolto gli occhi ai quattro figli e alla moglie Mirka.

La famiglia Federer al gran completo sul Centrale di Wimbledon


QUI
il racconto puntuale della partita su Ubitennis.com, affidato all’inviato Luca Baldissera.

Tralasciando i discorsi strettamente tecnici, il dato che emotivamente più mi impressiona è la distanza temporale dal primo degli otto successi dello svizzero sull’erba dei Championships.
Sono passati 14 anni. Un’eternità, che restituisce la dimensione magica di un campione forse irripetibile.

Il passare del tempo renderà ancor più solida la consapevolezza di un privilegio: vivere da contemporanei l’epoca di una leggenda dello sport.

Twitter @pietroscogna

L'autore

Pietro Scognamiglio
Pietro Scognamiglio

Giornalista professionista, racconto il calcio su Dazn ed Eleven Sports. Scrivo su Ubitennis.com. Sono passato da Calciomercato.com, Radio Sportiva, Il Quotidiano del Sud, Tele Norba. Laureato in Scienze Politiche con una tesi sul rapporto tra il tifo calcistico e i media.